FANTAHOLIC
Alessandro Del Piero

La specie in via d’estinzione che amo senza ragione: il Fantasista

#Álvaro Recoba#Roberto Baggio#Rayan Cherki

Il calcio è uno sport costruito su tattiche minuziosamente elaborate e sul coordinamento di ventidue giocatori in campo.

Eppure un solo uomo, con una sola giocata, può mandare in pezzi l’intero sistema.

«Il Fantasista» è il vero sale del calcio.

Almeno, questa è la mia convinzione personale. (ride)

Amo uno stile che dà peso alla bellezza del difendere in dieci e al numero 10 che decide la partita con un solo lampo d’ispirazione.

«Fantasia difensiva» è la mia filosofia di calcio.

Uno stile in cui dieci giocatori danno la vita per un solo numero 10 mi scuote l’anima. Sì, come De Rossi, che offriva ogni battito del suo cuore per la libertà di Totti.

Vi presento i giocatori che hanno plasmato questa mia filosofia.

Alessandro Del Piero

Il responsabile di avermi fatto cadere nella palude del calcio. Mi ha lanciato una maledizione da cui non posso uscire da questa meravigliosa palude. Chiamato «Pinturicchio» (il piccolo pittore), Del Piero era un Fantasista capace di incantare con il suo gioco artistico. Fedele alla Juventus, ha conquistato innumerevoli titoli, e la sua freddezza sotto porta e i suoi tiri dalla bella curva erano arte allo stato puro. Con una carriera gloriosa sia in club sia in Nazionale, è ricordato come il simbolo del Fantasista.

Roberto Baggio

Amato in tutto il mondo come il «Divin Codino», Baggio dominava il campo con il suo tocco geniale e la sua creatività. Da numero 10 dell’Italia ai Mondiali del 1994 guidò la squadra fino alla finale, per poi ingoiare lacrime nella fatale lotteria dei rigori. Ma il suo gioco vive ancora nel cuore di innumerevoli tifosi, ed è tramandato come l’incarnazione stessa del concetto di Fantasista.

Il Fantasista è Roberto Baggio.

Álvaro Recoba

Un genio uruguaiano che ha incantato il mondo con un sinistro esplosivo e un gioco originale. Concentrata soprattutto sulla sua carriera all’Inter, ha lasciato un segno enorme anche da super-sub. Tiri dalla distanza, punizioni, dribbling: la sua tecnica era stupefacente in tutto, e con giocate magiche che trasformavano in un istante una partita qualunque in spettacolo, affascinava i tifosi. La sua caratteristica più grande è che nemmeno uno dei suoi gol era banale. (Solo quando era in forma. Ah ah.)

Ricardo Quaresma

Il giocatore per cui sono diventato tifoso del Portogallo, dopo che Del Piero mi aveva spinto nella palude dei Fantasisti. Per quasi 15 anni, fino al ritiro, il giocatore che ho amato di più.

Ricardo Quaresma, il genio portoghese noto come il «Mago della Trivela». Il suo stile meritava davvero il nome di Fantasista. Il suo inconfondibile calcio di trivela, battuto con l’esterno del piede destro, andava oltre la semplice tecnica e raggiungeva il regno dell’arte.

Dopo essere passato per club come Barcellona, Porto, Inter e Beşiktaş, ha mostrato ovunque una capacità individuale travolgente. Dribbling imprevedibili, passaggi funambolici e tiri dalla curva bellissima hanno tenuto il pubblico incantato.

Con la Nazionale ha contribuito al trionfo agli Europei 2016. In particolare il gol decisivo contro la Croazia è stato un colpo risolutore degno di Quaresma. Veniva spesso paragonato al suo caro amico e coetaneo Cristiano Ronaldo, ma il suo gioco possedeva un’originalità tutta sua.

Il suo talento è stato definito quello di un «genio incompiuto», ma non c’è dubbio che fosse un Fantasista. Spirito libero, fedele a un gioco che rifiutava ogni schema, Quaresma è stato senza dubbio una presenza speciale nel calcio.

Ronaldinho

«Il genio che si diverte con il calcio»: il gioco di Ronaldinho era pieno di pura gioia e di magia.

Tocchi leggeri come a scandire il ritmo di una samba, giocate di prestigio che sembravano beffare l’avversario di fronte e un fascino travolgente che faceva ballare perfino il pubblico.

Costruì un’epoca d’oro al Barcellona e vinse il Pallone d’Oro nel 2005. La sua prestazione strepitosa nel Clásico gli valse una standing ovation persino dai tifosi dell’acerrimo rivale Real Madrid.

Molti giocatori meritano la parola Fantasista, ma nessuno ha incarnato il «divertimento» come Ronaldinho. Le giocate nate insieme al suo sorriso incantavano chiunque guardasse e ci ricordavano che l’essenza del calcio è lo spettacolo.

Le sue innumerevoli magie in campo restano impresse nella memoria dei tifosi di tutto il mondo.

Rayan Cherki

Il Fantasista della nuova generazione, un talento francese che richiama l’attenzione. Cresciuto nell’academy del Lione, si è affermato in prima squadra ancora giovanissimo. Il suo tocco morbido e il gioco ricco di improvvisazione ricordano i Fantasisti di un tempo. Ancora in crescita, è un talento raro, capace di giocate creative che decidono le partite. Sono curioso di vedere che tipo di Fantasista diventerà.

È emerso all’improvviso proprio mentre i Fantasisti sono una specie in via d’estinzione. Per chi si è innamorato del calcio grazie al Fantasista, quest’epoca può sembrare disperante, ma lui è un salvatore per quei tifosi.

Ha ancora poco più di vent’anni. Non vedo l’ora di scoprire la strada da Fantasista che aprirà. Finalmente è apparso l’oggetto della mia devozione di tifoso.

In conclusione

L’epoca moderna richiede doti atletiche: velocità, fisicità e tattica riempiono gran parte del calcio e lo «sperpero» della bellezza viene eliminato del tutto,

ma, pur non essendo la posizione di numero 10, il ruolo della linea 1,5 sta per rinascere.

Spero che continuino a emergere molti giocatori con qualità da Fantasista, a cominciare dalla stella nascente Rayan Cherki,

e io continuerò ad amare questo mondo.

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